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Il congresso Nazionale dello Slai Cobas, riunito a Milano il 17-18-19 Aprile 2009, approvando il documento preparatorio per i lavori congressuali e la relazione politica del coordinatore nazionale Corrado Delledonne, ha scelto con chiarezza di collocare l'organizzazione su di una linea d'azione e di intervento finalizzata ad ottenere più forza e più potere per i lavoratori nelle fabbriche, nei posti di lavoro, nella società . Più forza per ridare un'identità alla classe operaia, ai lavoratori salariati privati e pubblici, rompendone la subordinazione alla politica e all'ideologia dominanti della borghesia, ma anche alla politica e all'ideologia della componente di "sinistra" della borghesia che, attraverso i partiti del centro sinistra e i sindacati confederali, sottomette i proletari alle logiche della concertazione, delle compatibilità capitalistiche, del primato dei profitti sull'esistenza e la vita di milioni e milioni di lavoratori salariati. Unendosi dal "basso", a partire dai rispettivi posti di lavoro e dal territorio, i lavoratori ("garantiti" e precari, attivi e pensionati, italiani e immigrati) possono contrastare il capitalismo, un sistema di sfruttamento che produce un'esistenza sempre più precaria per la maggior parte della popolazione mondiale e sofferenze sempre più acute con la fame, l'impoverimento e le guerre. L'attuale crisi, internazionale e generalizzata, è destinata ad acutizzarsi e le condizioni di vita dei proletari a peggiorare, prima per gli effetti della crisi (licenziamenti, precarizzazioni, ecc.), poi per le politiche di rilancio dell'economia che si baseranno su un nuovo e ancor più violento attacco al "costo del lavoro", ossia alle nostre condizioni complessive di vita e di lavoro. Lo scenario dei prossimi tempi sarà quello di licenziamenti, di salari e pensioni da fame, di morti sul lavoro e da lavoro, di aumento della precarietà , di impoverimento. Ad essi si aggiungerà l'escalation delle guerre e dei conflitti . Per impedire un'opposizione radicale e indipendente a questo scenario da incubo le varie borghesie, i padroni, utilizzano il nazionalismo, il razzismo, le guerre. Si adoperano con pervicacia ad aumentare la concorrenza tra i proletari, per impedire che si rinsaldi tra di essi un'identità di classe, la coscienza di essere tutti ugualmente sfruttati, a prescindere dal colore della pelle, della nazionalità , della lingua, della contingente collocazione in questo o quel posto di lavoro. Di fronte a questo scenario i lavoratori devono organizzarsi, perché la loro unica forza e la loro unica possibilità sta solo nell'unità e nella loro organizzazione politica e sindacale a livello internazionale. Lo Slai Cobas è un'organizzazione dei lavoratori che tende ad unificare i fronti di lotta per contrastare i padroni e i loro governi (di centro destra e centro sinistra), per dare a questa lotta una chiara prospettiva anticapitalista. Una sfida, questa, che siamo ben consci di non poter affrontare da soli, e rispetto a cui siamo altrettanto convinti di non avere la soluzione in tasca per affrontarla nel modo migliore. Sul modo di affrontare questa situazione non solo abbiamo discusso tra di noi, ma abbiamo invitato a confrontarsi con noi, al nostro Congresso, moltissime realtà di lotta e tutte le forze sindacali e politiche che dicono di volersi muovere in questa direzione. In molti hanno risposto al nostro invito. Nell'immediato futuro, nella lotta e nelle iniziative, nella definizione degli obiettivi e nelle rivendicazioni, verificheremo e sperimenteremo con loro, con le forze disponibili, ma soprattutto con i lavoratori, la possibilità di convergenze e di unità d'azione, che per noi dovranno partire dal basso, dai lavoratori stessi, in una prospettiva apertamente anticapitalista. In ogni caso, lo Slai Cobas, anche grazie agli importanti risultati di questo Congresso Nazionale, porterà avanti con decisione la lotta per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i proletari, lotta che non potrà essere ridotta unicamente al "piano sindacale", ma dovrà vedere i proletari "riappropriarsi" della politica, senza delegare agli opportunisti della "concertazione" e della "collaborazione interclassista" il proprio destino, la propria esistenza, la propria vita. Milano 19 Aprile 2009 |