Il congresso Nazionale dello Slai Cobas, riunito a Milano il 17-18-19 Aprile 2009, approvando il documento preparatorio per i lavori congressuali e la relazione politica del coordinatore nazionale Corrado Delledonne, ha scelto con chiarezza di collocare l'organizzazione su di una linea d'azione e di intervento finalizzata ad ottenere più forza e più potere per i lavoratori nelle fabbriche, nei posti di lavoro, nella società .Più forza per ridare un'identità alla classe operaia, ai lavoratori salariati privati e pubblici, rompendone la subordinazione ...
Alla luce delle decisioni del congresso del 17, 18, 19 aprile 09, che riproponiamo in evidenza, una presa di posizione arbitraria da parte del coordinatore
nazionale.
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
Fondi Pensione vs TFR
"Report" RAI 3
del 15 novembre
www.report.rai.it
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
(In) sicurezza
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
NOI NON SIAMO SCHIAVI - È una straordinaria riedizione di altre battaglie quella appena cominciata nel cuore della notte tra il 2 e il 3 febbraio in quel di Cerro al Lambro davanti ai cancelli dell'azienda logistica Gls-Italy. Ha vinto l'appassionante, intensa, viva, strabordante presenza operaia, quella fatta soprattutto di immigrati, fusa con la solita grande partecipazione dei due motori che stanno movimentando da molti mesi l'area milanese: quello fatto da compagni dei Cobas dello Slai, dei comitati, associazioni, precari, disocccupati, studenti, unito alla eccezionale forza motrice fatto dalla solidarietà operaia costituito prevalentemente da lavoratori dalla pelle nera ed olivastra provenienti da molte altre cooperative. Siamo effettivamente in presenza a quelli che sono i primi germogli di un più esteso movimento di lotta dei lavoratori, quella che nelle insonni e gelide notti invernali, e sotto la spazialità stellare sta elaborando sul campo e nei territori la migliore delle piattaforme di lotta possibili. Anche a Cerro al Lambro stanno emergendo fortissime le spinte dei lavoratori globali letteralmente votati alla riscossa dagli innumerevoli soprusi subiti in tanti anni di sfruttamento, umiliazioni e bassifondi salariali. Hanno incominciato a lottare in 22 su 80 lavoratori, hanno finito per essere in 56 che hanno aderito al picchetto che non faceva entrare i camion. La compattezza, la determinazione, l'unione e la consistenza del corpo ribelle, questa volta, a differenza di Brembio, ha "messo in fuga" una cinquantina di sbirri in stretta tenuta "antisommossa" che alle ore 2.00 ha tentato di intimidire il granitico picchetto di un centinaio di lavoratori. Negligente è stato l'atteggiamento padronale che ha percepito di dover cedere alla lotta una parte del suo potere nel magazzino e che ha, quindi, poco recepito l'obbiettivo minimo posto dai lavoratori a questa lotta che è il riconoscimento dei più elementari diritti di sopravvivenza e di dignità in una società fatta sempre più di emarginazione ed esclusione, sopratutto immigrati, che in queste lotte acquistano patrimoni di orgoglio operaio, di classe per sè. In questo contesto, la lotta di Cerro al Lambro alle 5.00 di questa mattina, su decisione del comitato di lotta riunito in assemblea, ha visto la fine della prima puntata, ha cominciato a prendere in considerazione la data della seconda, per vincere, per alzare la testa. Altra cosa importante, questa lotta ha cominciato ad intravedere l'inizio di un incredibile serial che potrebbe essere quello della straordinaria emergenzialità che si vive nel settore dei camionisti e la volontà di unirsi agli altri settori di lavoratori della logistica. A tutti coloro che vorranno intraprendere il sentiero delle prossime battaglie non ci resta che brindare ad un solo inno. HASTA SIEMPRE LA VICTORIA!
Milano, 03 febbraio 2010 *comunicato SLAI Cobas
Blocco della Titan Bologna
Mercoledì 27 Gennaio 2010 18:30
L\'Adobe Flash Player non è installato o è piu vecchio della versione 9.0.115!
Dopo il blocco della produzione e i picchetti di giovedì i lavoratori della Titan ottengono una vittoria totale sulle richieste fatte, ritirati infatti anche gli esuberi per 99 lavoratori. La lotta dei lavoratori della Titan di Crespellano ha portato anche al ritiro dei 99 esuberi, oltre all'anticipo mensile della cigs,la maturazione piena di tutti i ratei, compreso il premio feriale annuo, per tutti i cassaintegrati, nonche' rotazione garantita con 11 giorni al mese, per tutti, quindi, un minimo di lavoro e di retribuzione. Sono inoltre previsti investimenti in piani formativi. Nessun lavoratore resterà quindi escluso dalle misure rivendicate. 25 gennaio 2010
Rosarno-Brembio
Venerdì 15 Gennaio 2010 15:11
Il proletariato non ha che da perdere le catene di questo sistema che lo sfrutta ed opprime La rivolta degli immigrati di Rosarno è l'ennesima dimostrazione che il capitalismo italiano, come quello internazionale è in crisi, che i margini di manovra si sono notevolmente ridotti, che il controllo della ‘drangheta e, per altri versi, delle organizzazioni umanitarie e caritatevoli non bastano più, contro la rivolta degli sfruttati deve intervenire lo Stato con tutto il suo armamentario repressivo e deportando migliaia di proletari nei Centri di Crotone e Bari per poi rimandarli nei loro paesi a rischio della vita. La malavita organizzata non basta più ad arginare la protesta di questo proletariato sfruttato, con paghe da fame, moderno schiavo nelle attività agricole calabresi, campane e delle altre regioni d'Italia. Le minacce, le spranghe, i fucili dei caporali e malavitosi di ogni genere non bastano a contenere la rabbia di migliaia di giovani africani che vivono a Rosarno in condizioni disumane, lo Stato, espressione del dominio borghese e istigatore dell'odio di classe (vedi le esternazioni di Maroni) si è incaricato di riportare, con la repressione della polizia in assetto anti sommossa, l'ordine per mantenere in funzione il suo sistema di sfruttamento. Lo Stato con le sue leggi Turco-Napolitano, Bossi-Fini, cerca di regolamentare, integrare e reprimere, ma non può contenere la sfida che nasce dalle viscere del sottosuolo su cui si erge il dominio della classsa capitalista, sempre più l'ordine dovrà reggersi sulle parole d'ordine che la ‘drangheta urlava in questi giorni " sparategli addosso a questi negri " e sparerà addosso ai tanti proletari quando si rivolteranno. La posta in gioco è la difesa di questo sistema di sfruttamento che per perpetuarsi riduce alla fame e uccide milioni di persone nelle metropoli e nella periferie capitaliste, porta avanti guerre di dominio e di rapina ai danni di interi Paesi. Il capitalismo imperialista impone questa legge in tutto il mondo, oggi come ieri basa le sue fortune nelle metropoli sullo schiavismo "moderno" con i suoi affiliati malavitosi ( in Italia si calcola che camorra, drangheta e mafia muovono duecento miliardi l'anno ), industriali e finanzieri. Per mantenere i loro affari utilizzeranno sempre di più la repressione statale, poliziesca (con solerzia a difendere gli interessi reprimendo chi vi si oppone), e i pennivendoli al servizio della falsità e la mistificazione e, sempre di più, cercheranno di mettere i proletari gli uni contro gli altri , di dividerli e separarli, giocando sulle differenze di origine e di nazionalità . La crisi scaraventa sul terreno della lotta non solo i neri proletari di Rosarno o Volturno, ma l'intera classe lavoratrice, basta guardare alla vicenda degli operai FIAT o girare nella ricca Lombardia per riconoscere diverse facce del sistema di sfruttamento borghese. Ma oltre a Rosarno c'è una novità che attraversa, finalmente, la penisola italiana: campagne, città , fabbriche, scuole, carceri speciali (CIE), tutti i luoghi dove si consumano le nefandezze schiaviste di cui sopra, sono sempre di più il teatro di battaglie accese, spesso cruenti, in ogni caso sempre più decisive.
Dopo 82 ore di sciopero e picchetto ai cancelli 35 lavoratori migranti della cooperativa che lavorano alla Fiege Borruso di Brembio, con la solidarietà di molti lavoratori, comitati e centri sociali accorsi in solidarietà alla lotta, piegano i padroni conquistano la vittoria sul campo e su tutti gli obiettivi che rivendicavano. Lo Slai Cobas che ha diretto questa lotta ha ottenuto di mantenere tutti i 68 lavoratori all'interno del sito di Brembio alle stesse condizioni normative e salariali che avevano con la cooperativa che gestiva la logistica alla Fiege Borruso. L'indomito coraggio e la tenacia dimostrata nella lotta ha pagato il piano dei padroni di sostituirli con altri lavoratori è stato sconfitto. I sindacati confederali CGIL, CISL che avevano il 16 dicembre 2009 fatto un accordo con la Fiege e la cooperativa subentrante, che prevedeva solo per la metà di loro di restare in azienda, con sole 24 ore alla settimana, ad un salario notevolmente ridotto, e gli altri "deportati" a 50 Km , si è scontrato con la determinazione dei lavoratori in lotta. Il 5 gennaio del 2010, anche i sindacati confederali si sono accodati all'accordo imposto dallo Slai cobas firmando opportunisticamente per cercare di salvare la faccia, ma i lavoratori hanno riconosciuto e capito il loro ruolo di pretoriani dei padroni. I lavoratori hanno capito che la loro difesa non può essere delegata a questi opportunisti e alle 19.30 hanno festeggiato questa loro vittoria. Domani alle ore 10.00 i lavoratori con tutti coloro che sono accorsi a sostenere la lotta si troveranno davanti all'azienda per festeggiare questa vittoria e cementare il fronte di lotta per intrapprendere ulteriori lotte a fianco di altri lavoratori. Alle 13,00 si svolgerà all'interno dell'azienda un'assemblea di tutti i 68 lavoratori per discutere insieme l'accordo che è valido per tutti loro. Con orgoglio lo slai cobas sarà presente per ribadire la necessità dell'unità dei lavoratori, la sola in grado di dare una vittoria come questa.   5 gennaio 2010        Per SLAI Cobas Aldo Milani
Assemblea a Prato
Domenica 24 Gennaio 2010 09:25
A seguito della pressante richiesta dei portalettere di Prato (vedi raccolta di firme) e pressione nostra dentro le RSU; CGIL-CISL-UIL-UGL- non hanno potuto evitare, come sembravano intenzionati a fare, il faccia a faccia con i lavoratori; la risposta dei quali, in termini di partecipazione, è stata molto massiccia. Erano presenti anche postini da alcuni uffici locali. I lavoratori che con la loro presenza e i loro interventi che hanno prolungato l'assemblea ben oltre l'orario previsto, hanno di fatto sconfitto la strategica decisione dei sindacati di indire l'assemblea di una sola ora per un' argomento così importante e sentito. Se nell' assemblea svoltasi a Firenze due mesi or sono, i sindacati hanno presentato singolarmente i propri piani di azione, questa volta nel silenzio totale di UIL, e UGL, e solo con qualche integrazione del rappresentante della CGIL, il portavoce quasi unico è stato il regionale della CISL che, in un eloquente monologo, ha chiaramente preannunciato il triste destino cui andranno incontro, migliaia di lavoratori del settore logistica e recapito. La CISL (e si suppone a questo punto anche le altre silenti sigle) ha pubblicizzato, affermando e senza entrare in tanti particolari, che la nuova organizzazione di lavoro su 5 giorni (che causerà un taglio di 10.000 posti di lavoro subito) rappresenta per l'azienda e per chi ci lavora, un piano di sviluppo!!! l'unico possibile a detta sua, che potrà salvaguardarci, e ha dimostrato ancora una volta che non intende rivendicare nessuna proposta avanzata dai lavoratori per contrastare questo piano, volto, come è stato ripetutamente detto, al recupero dei costi, giustificandolo con la parola di gran moda di questi tempi, (parola che ha dato l'alibi alle imprese per ridurre drasticamente il loro organico) CRISI.
SABATO A CASA? SI, MA A CHE PREZZO? Questo piano prevede un taglio di circa 9.000 posti di lavoro, attraverso tagli di zone, (circa 5.000) e tagli tra addetti alla logistica, CPO, e CMP; il personale in esubero sarà ricollocato.
Le zone di recapito passeranno da 360 a 432 punti; il che comporta la modifica dell'orario giornaliero che passa dalle attuali 6 ore a 7,12 - più mezzora di pausa mensa, (obbligatoria) per 5 giorni alla settimana; i portalettere avranno il sabato libero, mentre gli addetti ai CMP avranno libero il venerdì.
Viene introdotto il recapito pomeridiano che prevede l'impiego di 1359 portalettere per sei giorni la settimana, per questi, l'orario previsto è 14,00- 20,00 dal lunedì al venerdì, 8,00 -14,00 al sabato. L'obbligo delle areole cresce da 12- a 18 ore mensili (praticamente tutti i giorni) con l'aumento dalle attuali 120 ore annuali, a 180. I postini perderanno la titolarità di zona, infatti per un nuovo complesso meccanismo di sostituzioni e di copertura in caso di assenze , dalla zona baricentrica si passa a quella frazionabile; dalla titolarità di zona si passa a quella di area territoriale, facendo praticamente cadere quello che, insieme all'orario di lavoro, era rimasto uno dei pochi punti certi per il portalettere, (la titolarità di zona) rendendolo ricattabile e in balia di capi e capetti vari. Ma la cosa di una gravità inaudita, visto già il numero enorme di incidenti purtroppo anche mortali che avvengono nel recapito è che con l'allungamento delle zone, con le areole che praticamente andranno fatte ogni giorno, E' CHE LA SICUREZZA DEI POSTINI ANDRA' DEFINITIVAMENTE A FARSI BENEDIRE.
Oggetto: Recapito nazionale - Poste Italiane SpA - Sciopero prestazioni straordinarie-aggiuntive. Il progetto di ristrutturazione del recapito prevede la perdita di migliaia di posti di lavoro e la perdita della titolarità  di zona. Si assisterà  ad un peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro ed ad un aumento delle pretese aziendali sulle prestazioni aggiuntive. Si dichiara una nuova astensione da ogni prestazione straordinaria e/o aggiuntiva comunque formulata per tutti gli addetti del settore che si limiteranno ad eseguire la prestazione ordinaria sulla zona loro formalmente assegnata o con applicazione di fatto. Per il tentativo di conciliazione si rimanda a quello effettuato in data 17.11.2009. Lo sciopero avrà  inizio il 13 gennaio 2010 e terminerà  il 12 febbraio 2010.
Assemblea 17 gennaio 2010
Lunedì 18 Gennaio 2010 16:12
Grande partecipazione operaia e proletaria all'assemblea, indetta dal Comitato di Lotta nato alla Fiege Borruso di Brembio, tenutasi presso lo Spazio Popolare la Forgia di Bagnolo Cremasco il 17-1-2010. Oltre centocinquanta operai e proletari , fra cui molti migranti, e compagni che sono accorsi a sostegno dei picchetti dei lavoratori delle cooperative hanno partecipato all'assemblea promossa dal Comitato di Lotta che si è costituito durante gli scioperi e i picchetti alla Fiege Borruso di Brembio. I video della giornata: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 -11- 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23